IL FASCINO DEL PASSATO

Il Fascino del Passato

I Bretoni hanno saputo salvaguardare la propria identità, tramandando canti e danze che strizzano l’occhio alla tradizione celtica, fatta di feste popolari con riti antichi che si ripetono da secoli.

di Pasquale Di Matteo

Le danze sono diverse, ma quasi sempre si ballano in cerchio, l’uno accanto all’altro.

Persino la discografia bretone trae ispirazione da queste tradizioni, in un revival folk che ha reso internazionali alcuni artisti, come: Alan Stivell, Tri Yann, Arz Nevez e Dan Ar Braz.

Feste di balli folcloristici, con costumi tradizionali, ma anche di antichi strumenti musicali a cui i Bretoni donano linfa vitale, come: la cornamusa, la bombarda, l’organetto, la ghironda, il violino, l’arpa celtica, il clarinetto e il flauto traverso.

I Bretoni organizzano numerose manifestazioni periodiche in cui si radunano appassionati della cultura celtica di diverse zone del mondo, come il Festival Interceltico, raduno incentrato sulla ricerca, la creazione, il ricordo di tempi lontani, ma che i Bretoni rendono contemporanei, un raduno aperto a tutto il mondo, che è un punto di riferimento per l’affascinante mondo celtico.

Opera di Mario Pratesi
IL BALLO BRETONE, By Mario Pratesi Marius

Circa due settimane in cui si rivivono le antiche tradizioni celtiche, fatte di feste, mercati e banchetti a tema.

Danze allegre, quelle bretoni, eleganti, spesso introdotte negli spettacoli teatrali nella Francia del diciannovesimo secolo.

Nell’opera di Mario Pratesi, l’uomo indossa il tradizionale “Bragoubraz”, pantalone corto a sbuffo, tipico della zona della Bretagna, così com’è tipico il gilet con bottoni, spesso adornato con nastri.

La dama è agghindata con quella che sembra una collana dorata penderle dal collo, ed entrambi tengono le mani sui fianchi, persi nella coreografia della danza.

Pratesi rende la circolarità di questo ballo tradizionale con macchie dello stesso colore delle membra dei due ballerini, in un raffinato stand by in cui il presente assume i sapori del passato e la storia diventa una voce piacevole da riascoltare.

Un legame con le tradizioni, quelle dei Bretoni, che Pratesi ripropone anche alla nostra società, quella che si definisce evoluta, all’avanguardia, in cui prevalgono tecnologia e scienza su ogni altro aspetto del vivere.

Ebbene, Marius ci invita a riappropriarci delle nostre tradizioni, a non dimenticare il passato per cavalcare la frenetica corsa verso un futuro che, senza sorreggersi sulle solide fondamenta della Storia, rischierebbe di sgretolarsi inesorabilmente alla prima folata di vento.

Con quest’opera, Pratesi si interroga sul ruolo dell’identità di ciascuno, così come di quella dei popoli, trasportandoci in un tempo passato che, come i Bretoni dimostrano, può rivivere.

Dimenticare le nostre origini e le nostre tradizioni, invece, può farci credere di correre più velocemente incontro all’evoluzione, ma con un bagaglio culturale povero e impossibilitato a cogliere le storture del progresso, sempre più idolatrato come un dio.

E in Mario Pratesi, il desiderio di fermare il tempo, per assaporarne ogni singolo aspetto, senza perdere nemmeno una fibra del tessuto culturale di ogni epoca, è prepotente in tutta la sua produzione artistica.

L’attenzione del pittore toscano per la Storia e per gli aspetti più romantici e genuini del nostro passato si riconduce anche in altri soggetti dipinti, ora musicisti del secolo scorso, altre volte condottieri di antiche battaglie, in un turbinio di colori e di tratti fanciulleschi che creano materia, riportando alla luce vicende sepolte dal tempo, fino a farci ripensare alla stessa filosofia della vita.

 

Mario Pratesi fabbrica eroi, attingendo al passato, ma anche riformulando il presente, fornendoci gli strumenti per comprendere che tutti possono essere eroi, dal musicista, al politico, fino alla più comune delle ultime ruote del carro, poiché un eroe non è altro che un perfetto sconosciuto di qualche decennio prima.

La Storia, d’altronde, è l’eterno divenire di vite che si fondono l’una alle altre, creando vicende, tradizioni, ricordi per le generazioni future.

E l’attrazione per la Storia di Marius è anche un monito a far attenzione a chi idolatriamo e a chi riconduciamo alla figura di eroe, perché i libri sono pieni di personaggi del passato che hanno fatto della loro grandezza flagelli per milioni di vite umane.

 

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